ASSOCIAZIONI VISIVE vs KILLER TRANSITION: come creare una narrazione attraverso il montaggio.

In questi giorni stanno uscendo sui social le web-pill che io, insieme alla casa di produzione Daitona, ho realizzato per Euronics-Bruno. Il focus del brief era “vivi e rivivi le tue emozioni”: partendo da tre apparecchi tecnologici (fotocamera, camera sportiva e smartphone) si entra dentro di essi per scoprire tutte le immagini e le storie racchiuse al loro interno. Per realizzare questi video abbiamo pertanto deciso di usare una tecnica particolare, ovvero quella delle associazioni visive, da non confondersi con le killer transition che ora impazzano sul web, manco fossero il nuovo grido in fatto di crack… ma questo lo vedremo tra un po’.

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Associazioni visive: il montaggio che da senso.

Qui di seguito potete vedere uno dei tre video realizzati per la campagna di Euronics-Bruno.

La storia della tua vita è unica, rivivila sempre con emozione…

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Posted by Bruno Euronics on Samstag, 16. September 2017

L’idea che c’è dietro questo video è semplicissima e vecchia come il montaggio stesso. Anzi è il cuore del montaggio: accostare due immagini crea un significato. Non è nient’altro che il famoso effetto Kulesov: lo spettatore riesce a dare un senso all’espressione dell’attore solo dopo aver visto l’immagine successiva.  Si riassume perfettamente in questo schemino:

Il significato, l’idea, le emozioni che ci vengono scaturite in un prodotto audiovisivo sono generate dall’accostamento di due o più immagini. La verità è che nel video il dialogo, le scritte e le parole sono essenzialmente superflue. La materia di cui è fatta il cinema è la luce. Nei suoi primi trent’anni di vita il cinema era muto eppure riusciva comunque a trasmettere grandi emozioni e a raccontare magnifiche storie.

Creare un video fatto di associazioni visive significa fare prima di tutto un processo di senso, cercando di trovare la giusta combinazioni di immagini. Utilizzo il termine trovare non a caso. Nel video infatti nessuna immagine è stata girata (a parte quelle in cui sono presenti i device), bensì cercata e trovata nelle varie librerie di stock come envato market o shutterstock.

Per chi non le conoscesse le librerie di stock sono dei grandi database in cui è possibile acquistare immagini girate e caricate da qualcun altro. In questi siti è possibile scaricare delle versioni demo di ogni singolo video per fare tutte le prove che si vuole. Se c’è qualche montatore in erba gli consiglio vivamente di provare a dare un senso a una decina di immagini pescate dalle librerie di stock.

La difficoltà di usare solo materiale di stock, al contrario di quello che molti pensano, è proprio il fatto di avere numerosi paletti. Il montaggio diventa un lavoro di ricerca, di pazienza. Il tutto può essere accostato a un ready-made Duchampiano. Duchamp prendeva oggetti già esistenti e gli cambiava la funzione, rendendole opere d’arte. Celebre è la sua ruota di bicicletta ottenuta con una ruota di una bicicletta e uno sgabello:

Duchamp, ruota di bicicletta

In parte provocazione e in parte riflessione l’artista francese non faceva altro elevare l’idea al di sopra della mera realizzazione. D’altro canto il regista stesso non ha in mano la macchina da presa eppure è egli l’autore dell’opera…

Nel caso del video di Euronics-bruno abbiamo optato per due tipologie di associazioni: associazioni tematiche e quelle puramente visive. Il tema è ovviamente la vita e i ricordi legati ad essa. Esso porta avanti la storia da un’inquadratura all’altra giocando con dei topoi universali:

donna incinta → bambino piccolo → bambino cresce → foto di famiglia → album di fotografie.

Questa è la parte più “scontata” del lavoro che funge da spina dorsale del video. Con poche immagini si è raccontata la storia di un individuo, la storia di ognuno di noi, senza usare parole, scritte o altro.  Solo montaggio e associazioni tematiche per generare una narrazione universale.

Tuttavia la parte più interessante del video, che lo rende piacevole alla visione, è senza dubbio quello delle associazioni visive. Ogni immagine è accostata all’altra perché visivamente richiama l’altra. Ad esempio: all’inizio del video lo schermo della fotocamera si accosta con lo schermo dell’apparecchio per fare l’ecografia, così come a 10 secondi il disegno del bambino si accosta alla famiglia che cammina nel campo.

Con questi trucchetti e piccoli accorgimenti vedrete che ogni vostro video sarà più fluido e piacevole. Ogni volta che accostate una immagine all’altra chiedetevi perché lo fate. Nel cinema la consapevolezza è tutto: altrimenti farete sempre e solo video. (ne parlo qui)

Per chiarire ancora di più il discorso sulle associazioni visive guardate anche questo video sempre realizzato con Daitona. In questo caso il tema è quasi inesistente e tutto il video non fa altro che accostare visivamente oggetti che stanno bene in verticale (a presto un articolo sul video verticale), eppure racconta qualcosa… Non solo estetica, bensì estetica che genera narrazione attraverso il montaggio.


Le killer transition: il montaggio che non c’è

C’è anche un altro modo per creare fluidità e dare senso col montaggio usando le famose e abusatissime killer transition, ideate dal videomaker Matty Brown. Ecco un esempio:

Lost In Liguria

Finally able to get back to Italy after a couple years. Wandered around Liguria for a few days and captured my adventure in this little video. Great to catch up with old friends and meet some awesome new people. I've learned so much about myself in Italy and much of my heart lies there, so I'll never pass up an invitation to that amazing country! #gyle #lamialiguria

Posted by Matty Brown on Donnerstag, 17. August 2017

Come notate il video è tutto giocato su una strana fluidità, ottenuta grazie a effetti di ripresa e montaggio e a un uso sapiente dell’audio.

La differenza sostanziale tra le associazioni visive e le killer transition è che nel primo caso il montaggio si palesa in tutta la sua dialettica volta alla produzione di senso, mentre nel secondo caso il montaggio si nasconde cercando di risultare invisibile.

L’effetto emozionale è totalmente diverso, visto che con le killer transition spesso si cerca il famoso Wow-effect più che la costruzione di uno storytelling. Inoltre le killer transition non si possono ottenerle solamente con il montaggio di video di stock. Dietro questa idea c’è infatti una particolare tecnica di ripresa fatta di movimenti di camera e particolari “sporcature”. E’ forse la tecnica più copiata in assoluto sul web e per questo motivo da sempre un po’ l’effetto di “videomakerata”, specie quando non è copiata al meglio.

Come tutte le mode bisogna sempre starci attenti. E’ un attimo finire a indossare mocassini viola di camoscio solo perché li indossano tutti…

Videomaker avvisato…

Vuoi approfondire l’importanza della scrittura nei video? Leggi questo articolo!

LE TRE WEB-PILLS REALIZZATE PER EURONICS

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Posted by Bruno Euronics on Samstag, 16. September 2017

La vita è un viaggio che puoi vivere più volte. Rivivi sempre …

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Posted by Bruno Euronics on Samstag, 30. September 2017

https://www.facebook.com/Bruno.Euronics/videos/806621959462827/

Foto del profilo di Lorenzo Giovenga
Sceneggiatore, regista e co-founder della Daitona production. Curioso ed entusiasta, ho sempre un’idea in testa e uno zaino pronto con cui partire.

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