Perchè Kill Blog

Kill Blog… e cos’è? L’ennesimo blog sul cinema? Altre news, recensioni, classifiche e roba varia? Forse è uno di quei siti in cui ci sono un sacco di tutorial su come montare, con trucchi e segreti per girare i video?
Ecco, se vi state ponendo queste domande allora siete finiti nel post(o) giusto. Kill Blog non è nulla di tutte queste cose e per farvelo capire devo fare un passo indietro.

CHI SONO
Innanzitutto mi presento.
Mi chiamo Lorenzo Giovenga, sono un regista, sceneggiatore e montatore e dal 2016 sono co-founder – insieme a Jacopo, Chiara, Valentina e Lorenzo – di Daitona – cinema e video contents, casa di produzione che fa di creatività giusta e produzione efficace i suoi punti di forza. In realtà vi ho appena detto cosa faccio e non chi sono. E non è una piccola differenza. Tuttavia la mia vita talvolta coincide drasticamente con quello che faccio. Ma come vi avevo preannunciato partiamo dall’inizio. Perché Kill Blog?


PARTIAMO DALL’INIZIO
Era circa il 2003. Le ragazze andavano in giro con l’ombelico di fuori, Il Nokia 3310 impazzava tra gli adolescenti, Giorgio Gaber e l’Avvocato Agnelli passavano a miglior vita, Francesca Chillemi diventava la nuova Miss Italia, Obsession degli Aventura iniziava a far sanguinare le orecchie alla gente, le videoteche erano ancora un’istituzione dominante. E questa storia parte proprio in una videoteca, o meglio la videoteca di Anguillara Sabazia, paese in provincia di Roma in cui sono cresciuto.

A quel tempo avevo 13 anni e la mia passione non era ancora il cinema bensì l’ornitologia. Passavo un sacco di pomeriggi col binocolo in mano ad osservare uccelli – e la chiudo qua perché il tutto inizia ad avere strani doppisensi. Non solo la mia passione erano gli uccelli (evitate facili battute) ma di solito vedevo pochi film e molto di rado andavo al cinema.

In quei giorni passavano in TV i trailer di La leggenda degli uomini straordinari e di Kill Bill – vol. 1. Non so quale meccanismo fosse scattato nella mia testa ma la visione di quei due trailer mi aveva stranamente incuriosito. Mi immaginavo scene di lotta mirabolanti, grandi combattimenti, effetti speciali… Insomma delle belle americanate.

Cercai di convincere i miei a portarmi al cinema, il che significava prendere la macchina e farsi almeno mezz’ora di strada. Ovviamente la cosa non destò eccessivo entusiasmo. Aspettai pertanto l’uscita in DVD dei suddetti film e un sabato sera del 2003 mio padre mi scarrozzò alla già citata videoteca dove noleggiai Kill Bill – vol. 1.  Comprammo delle pizze tonde (ok, forse non comprammo le pizze. Credo che mia mamma cucinò bastoncini Findus e puree di patate, ma concedetemi una licenza narrativa), tornammo a casa e inserimmo il DVD nell’apposito lettore. Spinsi play. 90 minuti dopo qualcosa in me era cambiato.

Mi ricordo nitidamente la sensazione che provai alla fine del film: delusione totale. Kill Bill mi aveva fatto letteralmente schifo, talmente schifo che non ero neanche riuscito a finire la pizza (o i bastoncini Findus), talmente schifo che mi sentii in dovere di chiedere scusa ai miei genitori, che guardandomi scettici replicarono una cosa del tipo: davvero non capisco come possano fare questi film!. Ero deluso dal film non perché il film fosse brutto o fatto male ma per il semplice fatto che era diverso da come me lo aspettavo. Era diverso da ogni cosa che avessi visto fino ad allora. Kill Bill aveva disatteso le mie aspettative, aveva infranto il tacito patto Hollywoodiano fatto di strizzatine d’occhio con lo spettatore, di storie concilianti, di finali lieti e rassicuranti. Volevo capire cosa avevo appena visto, volevo trovare una motivazioni alle scelte bizzarre che quel tale regista Quentin Tarantino aveva fatto all’interno del film: la violenza iperbolica, l’introduzione di un anime giapponese a metà film, l’esplosione della temporalità narrativa.

Andai a dormire inquieto e Il mattino successivo mi alzai presto. Prima di riportare il DVD in videoteca (se il noleggio non superava le 12 ore c’era uno sconto che noi ragazzi puntavamo sempre a ottenere) accesi la tv, inserii il DVD nel lettore e mi rividi il film da solo, tutto per intero, con la più assoluta apertura mentale e privo di ogni condizionamento o aspettativa. Lo trovai clamorosamente bello e nel finale mi commossi.

Fu in quell’istante che decisi che volevo fare Cinema. Era come se finalmente avessi aperto gli occhi e capissi che il cinema non era solo Sylvester Stallone che urla Adriana!!!, Harrison Ford che salva un aereo dai terroristi o qualche palloso melodramma italiano. Da quel giorno compresi il potere creativo ed espressivo della macchina cinema e non lo abbandonai più.

Locandina di “Kill Bill – vol. 1” e “La leggenda degli uomini straordinari”


COSA SUCCESSE DOPO
Dopo successe quello che succede a chiunque voglia intraprendere la strada del cinema. Sacrifici su sacrifici, i primi cortometraggi con gli amici, gente che pensa che stai giocando, gente che ti ride in faccia, i tuoi genitori che vorrebbero che facessi il militare, tanto lavoro gratis, gente che non capisce cosa fai, l’università che ti assilla per cinque anni con Antonioni e neorealismo, i primi set, le prime delusioni, le prime soddisfazioni… Far diventare la propria passione una professione non è mai facile e in questi dieci anni non ho fatto altro che sbagliare, comprendere gli sbagli e ricominciare. Ho capito che in questo campo non si è mai pronti per partire ma che comunque bisogna farlo il prima possibile.
A 19 anni sono andato nelle Marche con dei amici dell’università per fare il “nostro film”, un pastrocchio amatoriale conosciuto col nome de La progenie del diavolo e da allora non ho mai smesso. Ho deciso di essere un autodidatta, di imparare sul campo e non nelle scuole. Ho scelto forse la strada più lunga e tortuosa… Ed ora mi ritrovo davanti a una tastiera, mentre apro un blog che racconta di tutto questo. E per chi lo volesse sapere
La leggenda degli uomini straordinari l’ho recuperato qualche tempo dopo e non mi è piaciuto affatto.


QUINDI PERCHE’ KILL BLOG?

  • Perché questo è quello che faccio. Tutti i giorni, io e i colleghi della Daitona, lavoriamo nel mondo dell’audiovisivo, facciamo brainstorming costanti per comprendere a pieno il senso di ogni singolo progetto in un mondo che si muove alla velocità del web. Da questo lavoro sul campo nascono molteplici riflessioni e spunti, che condividerò con voi.

  • Perché c’è troppa confusione. Leggo tante discussioni su gruppi Facebook o su forum riguardo a vari argomenti e tematiche che vengono spesso trattate con eccessiva superficialità e con molta confusione. Kill Blog vuole pertanto essere, per dirlo alla Wikipedia, un blog “di disambiguazione, utile per districarsi tra voci distinte aventi titoli omografi”;

  • Perché la maggioranza dei blog del settore tendono a essere molto tecnici, focalizzandosi sulle specifiche delle varie videocamere o dei vari software di editing (c’è meno rumore nella Sony a7 o nella Canon 5D? Meglio Final Cut o Premiere?)… Quelli sono dettagli: Kill Blog punta a una visione d’insieme.


A CHI E’ RIVOLTO KILL BLOG?

Kill Blog è rivolto a tutti coloro che sono appassionati del mondo dell’audiovisivo: a chi vuole iniziare e cerca di capire, a chi ha già iniziato e vuole approfondire. Farò tutto questo in maniera informale, sporca e per nulla corretta: non sono un giornalista e non ho intenzione di esserlo. Ci metterò ironia e un sacco di esempi pratici e personali. È il solo modo che conosco che ho per parlare di tutto questo. L’esperienza personale sarà alla base di tutto quello che scriverò…. Sarà da questa esperienza che nasceranno riflessioni, analisi e critiche costruttive sul mondo dell’audiovisivo.
Ma soprattutto Kill Blog è rivolto a tutti coloro che sono disposti ad accendere il cervello prima di una videocamera, a fare il montaggio su carta prima che su un software. Tutto questo è sempre più raro in un settore fatto di dronisti improvvisati, di esteti del kitsch, di irriducibili dell’ultimo ISO, di espertoidi e di videomaker che giocano a chi ha l’obiettivo più lungo. In un mondo che fa della velocità e della tecnologia i propri miti Kill Blog subordina sempre la tecnica al pensiero.

Benvenuti nel mio blog, benvenuti nel mio mondo.

Lorenzo

Color my life with the chaos of creativity

Foto del profilo di Lorenzo Giovenga
Sceneggiatore, regista e co-founder della Daitona production. Curioso ed entusiasta, ho sempre un’idea in testa e uno zaino pronto con cui partire.

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